C'è un ritmo che è tuo. Non quello che hai imparato, non quello che gli altri si aspettano: quello che hai sempre portato dentro, anche quando non riuscivi a sentirlo. Questo spazio nasce da lì.
"Meglio è il proprio dharma, anche se imperfetto, che il dharma altrui seguito alla perfezione."
— Bhagavad Gita, 3.35
Sono Cristina Grandinetti. Studio psicologia, pratico yoga da anni, mi sono formata nel counseling e nella filosofia vedica al Centro Studi Bhaktivedanta. Ho attraversato un lungo periodo in cui cercavo fuori quello che potevo trovare solo dentro, e ho imparato, a fatica, che il percorso non è lineare, non è pulito, non somiglia mai a quello che ti aspetti.
Ho un'alta sensibilità che per anni ho provato a silenziare e che adesso riconosco come parte di quello che sono. Ho scritto Questa vita, una raccolta di poesia e prosa in cui ho messo quello che non riuscivo a dire altrimenti. Ho lavorato, sbagliato, ricominciato. Ho capito che la pace non arriva quando tutto è a posto: arriva quando smetti di combattere contro quello che sei.
Quello che faccio adesso nasce da tutto questo. Non è un metodo che ho inventato: è la sintesi di tre tradizioni che pratico e studio, applicate alla vita vera, alla mia e a quella di chi vuole camminare con me.
Un diario guidato per chi vuole lavorare in autonomia, al proprio ritmo. Un percorso strutturato per chi vuole un accompagnamento più completo. Due cose diverse, con lo stesso filo: tornare a sentire.
Svadhyaya
Il diario
Auto-studio. Auto-osservazione. Il quarto niyama dello yoga. Un quaderno ispirato ai testi sacri per accompagnare il percorso: prompt di scrittura dalla Bhagavad Gita e dagli Upanishad, spazio bianco, nessuna struttura rigida.
Non è un journal motivazionale: è uno specchio.
Cinque moduli di yoga, counseling e psicologia per tornare alla tua natura essenziale. Non a quella che ti sei costruita per sopravvivere. A quella che sei sempre stata.
Asincrono, al tuo ritmo. Quattro settimane di lavoro, accesso illimitato. Aperto tre volte l'anno: settembre, gennaio, giugno.
Lo svadharma non si costruisce. Si ricorda.